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Lo “scricchiolio' della lava sotto i piedi è il suono che accoglie chi sale a Sciaranuova, sul versante nord dell'Etna.
Qui Planeta, con il suo Eruzione‘1614 Nerello‘Mascalese, trasforma una colata millenaria in un rosso di slancio minerale e fascino vulcanico.
Il vigneto poggia su sabbie nere nate dall'eruzione più lunga mai registrata, durata dieci anni fra il‘1614‘e il‘1624.
Qui, a oltre‘800‘metri, l'escursione termica fra giorni luminosi e notti frizzanti “cesella' gli acini.
Tutt'intorno, vecchie “nevère' in pietra ricordano quando la neve dell'Etna rinfrescava i mercati di Catania.
L'aria profuma di macchia e resina di pino, un habitat che ha convinto Planeta a scommettere su un vitigno duro a morire come il Nerello‘Mascalese, capace di raccontare il vulcano con la precisione di un sismografo.
Uve raccolte a mano a‘ottobre, quando la maturazione lenta fissa colore, profumi e quella trama tannica sottile che fa scuola.
Arrivate in cantina le uve passano in cella a‘10‘°C, poi fermentano a‘temperatura controllata in acciaio.
Il cappello resta sommerso fino a 35‘giorni con follature manuali.
Dopo la pressatura verticale e la malolattica in inox, il vino riposa 12‘mesi in botti di rovere di varia capacitì: abbastanza per levigare i tannini, non tanto da coprire la voce del terroir.
Nel calice sfoggia una veste rubino brillante, al naso emergono incenso, hibiscus, finocchietto selvatico e note di pietra focaia.
La frutta rossa, lampone e ribes, arriva in seconda battuta, impreziosita da un soffio di cera d'api.
In bocca è scattante, con un ingresso morbido, un cuore succoso di melograno e arancia sanguinella.
Il tannino fine allunga il passo e apre a un finale salino‘ematico che invita al bis.
Buono Già oggi, grazie alla sua struttura agile e all'aciditì vivace, questo vino assicura un'evoluzione di 8‘12‘anni.
Col tempo affioreranno nuance di tabacco biondo, radice di liquirizia e grafite, senza perdere la freschezza di quota.