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Avete presente quei profumi che fanno pensare subito al sole‘ Le Sorbole, Falanghina di Vinosia è proprio così: un bianco che Già al primo sorso sa mettere di buonumore.
Perché la sua freschezza non è solo una questione di temperatura: è una vera espressione del territorio da cui proviene.
Ci troviamo a Paternopoli, cuore verde dell'Irpinia, un'area collinare nel sud della Campania che non smette di sorprendere chi cerca vini bianchi con carattere.
Qui l'altitudine si aggira intorno ai 500 metri sul livello del mare, e l'escursione termica tra giorno e notte è netta.
Ideale per sviluppare aromi intensi e mantenere una freschezza naturale.
I suoli, ricchi di argille e ceneri vulcaniche, aiutano a trattenere l'acqua e a donare una spinta minerale che si ritrova chiaramente nel bicchiere.
La Falanghina è uno dei vitigni più antichi del Sud Italia.
Era Già coltivata ai tempi dei Romani e, dopo un periodo di oblio nel Novecento, è oggi tornata a essere una protagonista della nuova viticoltura campana.
Falanghina in purezza, dopo una raccolta accurata, le uve vengono pigiate in modo soffice e lasciate macerare per circa 12 ore a bassa temperatura, tra gli 8 e i 10 gradi, per estrarre profumi delicati ma intensi.
Seguono pressatura, chiarifica e fermentazione a temperatura controllata con lieviti selezionati.
Tutto avviene in acciaio, per preservare al massimo la freschezza e la componente aromatica.
Nel calice si presenta di un colore giallo paglierino brillante.
Al naso è un'esplosione di fiori bianchi, ananas, lime e un accenno di salvia.
In bocca è scorrevole e vibrante: l'aciditì tiene alta l'attenzione, la struttura è snella ma presente.
Il finale regala una nota sapida che invita subito a un altro sorso.
Da provare, oltre che con pesce e crostacei, con una mozzarella di bufala ben fredda: un'accoppiata tutta campana che funziona a meraviglia.