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“Io non so che cosa sia l’amore.
So cosa sono le intimità provvisorie.
Non pensate a godimenti fuggitivi, a divagazioni non matrimoniali.
Solo una visione vecchia di noi stessi e degli altri ci può far pensare all’amore come a una cosa che prima non c’è e poi compare e poi finisce.
A me sembra che ci sono parti di noi che sono sempre in amore e altre che sono in fuga, sepolte e irraggiungibili.
Ogni incontro bello, ogni intimità attinge a un giacimento mitico e poetico del quale dobbiamo smettere di aver paura.
L’amore è una dimensione intimamente locale, si svolge sempre in un luogo ed è inedito ogni suo gesto.
Il luogo dell’amore è il corpo.
Corpo che diventa foglia, albero, paesaggio.
Corpo che fa ombra e fa luce, corpo assoluto e cordiale, per un’ora o per mezzo secolo.
Riconoscere questa specificità dell’amore è una forma di resistenza alla globalizzazione delle emozioni, alla dispersione dell’intensità.
Il corpo amoroso ci richiama alla vita da vicino, al suo sapore locale, preciso.
” Le poesie di Franco Arminio sono il resoconto quieto e febbrile di un cammino umanissimo eppure percorso dall’anelito a qualcosa di più grande.
La parola poetica diventa rivelazione di una scintilla divina tra le nostre mani e canta un amore che forse non ci salva, ma senza il quale saremmo soli in balia del tempo che scorre.
© 2019 Giunti Editore S.
p.
A.
/Bompiani