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È la mattina del 6 febbraio, la festa di Sant'Agata si è appena conclusa e «la Santa», come tutti la chiamano, è rientrata nella cattedrale.
Nell'atmosfera distratta, da fine evento, che pervade strade e popolazione, un uomo viene ritrovato in una pozza di sangue nell'androne del Municipio, dentro una delle Carrozze del Senato.
L'opinione pubblica è sconvolta e il sindaco in persona sollecita l'intervento della Guarrasi.
La vicenda si presenta subito ingarbugliata, un intrico di piste che conducono sempre alla vita privata e familiare del morto, Vasco Nocera.
Vanina, però, fatica a dedicare all'indagine l'attenzione che meriterebbe.
A Palermo sta accadendo qualcosa che esige la sua presenza; è un richiamo che non può ignorare.
Stavolta piú che mai per la soluzione del mistero saranno importanti l'aiuto della sua squadra e l'impegno del commissario in pensione Biagio Patanè, che a dispetto dell'età non si ferma davanti a niente.
- Il sindaco di Catania è qui? - fece la Guarrasi, stupita, rinfilando nel pacchetto la Gauloises che stava tirando fuori.
- No, è al telefono.
Vanina premette il pulsante e mise in vivavoce.
- Guarrasi, - rispose, riprendendo la sigaretta.
- Buongiorno, dottoressa, sono Ferdinando Bellavia.
- Oh, signor sindaco, buongiorno -.
L'aveva incontrato appena la sera prima, che poteva volere adesso? - Scusi se ho chiesto direttamente di lei, ma date le circostanze mi è sembrato meglio evitare troppi giri.
- Mi dica, - tagliò corto Vanina.
- Qui in municipio è stato appena trovato.
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un morto, - il sindaco prese fiato, - ammazzato.