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Va bene che siamo in Sicilia, ma è anche l'inizio di ottobre, la bella stagione dovrebbe essere terminata, invece l'estate ha un colpo di coda e c'è un caldo che manco ad agosto.
Cosí, dopo pranzo, qualcuno fa ancora il riposino all'aperto.
Il filinona, lo chiamano.
E può pure essere pericoloso.
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Giambattista Tommasello, di anni quarantuno, imprenditore dell'agroalimentare, viene trovato morto su una sdraio in un agrumeto di sua proprietà; un magnifico podere che digrada fino al mare.
All'apparenza sembrerebbe arresto cardiaco, senonché l'autopsia rivela nel cadavere tracce di aconitina, un potente alcaloide: l'uomo è stato avvelenato.
L'indagine comincia spedita e i sospetti si concentrano subito, con forza, su un rivale in affari di Tommasello.
Però il vicequestore Vanina Guarrasi, della mobile di Catania, non è affatto convinta che le cose siano tanto semplici, e come lei non lo è il suo formidabile «consulente», il commissario in pensione Biagio Patanè.
Forse, in questo omicidio, i soldi non c'entrano.