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La penna sfrenata di Amélie Nothomb disegna la mappa dei primissimi anni di vita trascorsi in Giappone: ne viene fuori una non-biografia.
Indizi e ricordi delle prime scoperte si accavallano in un turbinio di metafore e paradossi irriverenti.
Le proprietà terapeutiche del cioccolato, la parola (pensiero fatto carne), la quadratura degli opposti, la sinergia con il luogo di nascita.
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fino al filtraggio della realtà come unica via di scampo.
Una faccenda, quella dell'esperienza delle cose, del primo impatto col mondo, che lascia sempre una ferita: nulla passa senza traccia, neanche il nulla.