Cittadini e barbari: Roma multietnica: Sulla scena di Roma
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Cittadini e barbari: Roma multietnica: Sulla scena di Roma

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Descrizione

Dominatori, potenti, privilegiati: hanno vita facile i cittadini, nell’impero romano.

Mentre gli indigeni delle province conquistate vivono in uno stato di subalternità politica e giuridica, chi può vantare la cittadinanza dispone di immunità e privilegi molto concreti.

Come san Paolo, quando viene arrestato.

Gli basta dire al centurione di essere cittadino romano, e per di più di esserlo dalla nascita, che subito viene rimesso in libertà con tante scuse, e all’ufficiale non resta che commentare tra i denti quanti soldi la cittadinanza era invece costata a lui.

Perché cives lo si è per diritto di sangue, ma lo si può anche diventare: Roma ha capito in fretta che le conviene cooptare nell’impero le élites locali del potere, senza stare a distinguere tra prìncipi mauri dalla pelle nera o ricchi ebrei dell’Asia Minore.

Senza dimenticare che chiunque si arruola nei reparti ausiliari dell’esercito, che sia un provinciale o addirittura un barbaro, riceve la cittadinanza per premio.

È la politica della mescolanza, che trasforma l’impero in un immenso melting-pot: gente di tutte le lingue e i colori si amalgama in un unico corpo politico e un’unica cultura.

La differenza, tra romani e non, diventa così anacronista che, nel 212 d.

C.

, Caracalla concede la cittadinanza a tutti.

È la prima sanatoria della storia.

Non aveva tenuto in conto, non poteva saperlo, cosa sarebbe accaduto dopo.

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Laterza & Figli S.

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© Emons 2019.

Edizione su licenza di Gius.

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Per l’audiolibro: © 2025, Emons Italia S.

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