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Quando il cadavere di un uomo viene ripescato nel fiume, Nico è certo di sapere di chi si tratta.
Per una ragione molto semplice: è stato lui a ucciderlo.
O almeno cosí crede.
Nel tentativo di ricostruire i fatti, per assolversi o condannarsi, si ritrova a scavare nelle bugie della sua famiglia e a cercare l'origine della loro infelicità, che come una malattia si è propagata e ha infettato ogni cosa.
Persino i desideri.
Magari tutto è cominciato quando suo padre, un ingegnere in cerca della felicità termodinamica, ha iniziato a riempire la casa di oggetti che lui stesso avrebbe voluto inventare.
O quando sua madre, con un diploma di laurea che prende polvere in un cassetto, ha sognato di perdersi dentro i libri che ama e sparire per sempre.
Oppure nel momento preciso in cui Nico ha guardato suo zio e ha temuto di somigliargli.
O magari un motivo non c'è, succede e basta, che le vite precipitino.
La certezza diventa presto una sola: per quella morte tutti avrebbero un movente, perché tutti hanno qualcosa da nascondere.
A tratti crudele, a tratti ironica, sempre efficacissima, la scrittura è la vera arma di questo romanzo mondo.
Un noir familiare che si legge d'un fiato, un ordigno perfetto che ci lascia intravedere la distanza minima tra chi siamo e chi potremmo essere.