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«Dire no è difficile, soprattutto quando ci si deve mettere contro l'arreso senso comune di tanti genitori, quando si intuisce che occorre affrontare battaglie campali, reazioni isteriche, interminabili silenzi.
Eppure fa tutto parte del magnifico mestiere di educare».
Bambini maleducati, adolescenti senza regole, ragazzi ubriachi e indifferenti, giovani senza occupazione che, invece di prendere in mano la propria vita, vegetano senza studiare né lavorare.
Genitori che si lamentano di una generazione arresa e senza passioni, che sembra aver perso anche la capacità di stupirsi.
Ma ad arrendersi per primi sono stati proprio i genitori, che con la loro accondiscendenza hanno sottratto ai figli l'essenziale, ossia il desiderio, salvaguardando un quotidiano quieto vivere privo di emozioni e ambizioni dove rimbomba soltanto l'elenco delle lamentele contro la società e la politica.
Come se questo mondo non l'avessero creato proprio loro.
Un pamphlet severo ma anche pieno di speranza, con cui Crepet ribadisce tenacemente che educare significa soprattutto preparare le nuove generazioni alle difficili, ma anche stimolanti, sfide del futuro.
PAOLO CREPET (www.
paolocrepet.
it) è psichiatra e sociologo.
Dal 2004 è direttore scientifico della Scuola per Genitori (www.
impresafamiglia.
it).
Con Einaudi ha pubblicato: Non siamo capaci di ascoltarli (2001), Voi, noi (2003) e I figli non crescono piú (2005), poi raccolti nel volume La gioia di educare (2008); la raccolta di racconti Naufragi.
Tre storie di confine (1999) e La ragione dei sentimenti (2002), Dannati e leggeri (2004), Sull'amore (2006), Dove abitano le emozioni (2007, con Mario Botta e Giuseppe Zois), A una donna tradita (2008), Sfamiglia (2009), Un'anima divisa (2010), Elogio dell'amicizia (2012), Impara a essere felice (2013), Il caso della donna che smise di mangiare (2015) e La fragilità del bene (2021).
Nel 2010 ha curato la raccolta di saggi Perché siamo infelici.
In copertina: foto © Sigrid Olsson / PhotoAlto / Getty Images.