Cose che non si raccontano
Fiction Storytel

Cose che non si raccontano

9,99 EUR

Descrizione

Non è mai il momento giusto per fare un figlio.

Prima vogliamo vivere, viaggiare, lavorare.

Antonella vuole diventare una scrittrice: la sua è un'ambizione assoluta, senza scampo.

Per questo a vent'anni, per due volte, interrompe volontariamente la gravidanza.

Quando anni dopo si sente invece pronta, con un compagno a fianco, è il suo fisico a non esserlo.

E cosí inizia l'iter brutale dell'ostinazione, dell'ossessione, della medicalizzazione.

Certi supplizi, le aspirazioni inconfessate, la felicità effimera e spavalda, la sofferenza e la collera.

Si direbbe una storia già scritta, ma qui non c'è nulla di consueto: è come raccontare da dentro una valanga, con la capacità incredibile, rotolando, di guardarsi e non crederci, e sfidarsi, condannarsi, sorridersi per farsi coraggio.

In un crescendo di indicibile potenza narrativa, Antonella Lattanzi descrive (sulla sua pelle) la forza inesorabile di un desiderio che non si ferma davanti a niente, ma anche i sensi di colpa, l'insensibilità di alcuni medici, l'amicizia che sa sostenere i silenzi e le confidenze piú atroci, il rapporto di coppia sempre sul punto di andare in frantumi, la rabbia ferocissima verso il mondo (e le donne incinte).

Tenendo il lettore stretto accanto a sé, incollato alla pagina, con un uso magistrale del montaggio, capace di creare una suspense da thriller.

La cosa strabiliante è che pur raccontando una storia eccezionale, e cruda, questo romanzo riesce in realtà a parlare in modo vero, e profondamente attuale, di tutte le donne - madri e non madri - che in un punto diverso della loro vita si sono chieste: desidero un figlio? qual è il momento giusto? dovrò rinunciare a me stessa, alle mie ambizioni? e perché tutte restano incinte e io no? «Ho una diga nella testa dove stanno nascoste tutte le cose che fanno davvero troppo male.

Quelle cose, io non voglio dirle a nessuno.

Io non voglio pensarle, quelle cose.

Io voglio che non siano mai esistite.

E se non le dico non esistono».