La vita di chi resta
Fiction Storytel

La vita di chi resta

9,99 EUR

Descrizione

"Sono rari gli scrittori che hanno il coraggio di vivere e diventano abbastanza bravi da raccontarlo.

A volte impiegano molti anni, e allora succede che un libro, questo libro, illumini tutto il percorso fatto fin lì, e si riveli il loro capolavoro.

" PAOLO COGNETTI "Quando torni io non ci sarò già più.

" Sono le ultime parole di S.

a Matteo, pronunciate al telefono in un giorno d'autunno del 1998.

Sembra una comunicazione di servizio, invece è un addio.

S.

sta finendo di portare via le sue cose dall'appartamento di Matteo dopo la fine della loro storia d'amore.

Quel giorno Matteo torna a casa, la casa in cui hanno vissuto insieme per sette anni, e scopre che S.

si è tolto la vita.

Mentre chiama inutilmente aiuto, capisce che sta vivendo gli istanti più dolorosi della sua intera esistenza.

Da quegli istanti sono passati quasi venticinque anni, durante i quali Matteo B.

Bianchi non ha mai smesso di plasmare nella sua testa queste pagine di lancinante bellezza.

Nei mesi che seguono la morte di S.

, Matteo scopre che quelli come lui, parenti o compagni di suicidi, vengono definiti sopravvissuti.

Ed è così che si sente: protagonista di un evento raro, di un dolore perversamente speciale.

Rabbia, rimpianto, senso di colpa, smarrimento: il suo dolore è un labirinto, una ricerca continua di risposte - perché l'ha fatto? -, di un ordine, o anche solo di un'ora di tregua.

Per placarsi tenta di tutto: incontra psichiatri, pranoterapeuti, persino una sensitiva.

E intanto, come fa da quando è bambino, cerca conforto nei libri e nella musica.

Ma non c'è niente che parli di lui, nessuno che possa comprenderlo.

Lentamente, inizia a ripercorrere la sua storia con S.

- un amore nato quasi per sfida, tra due uomini diversi in tutto -, a fermare sulla pagina ricordi e sentimenti, senza pudore.

Ecco perché oggi pubblica questo libro, perché allora avrebbe avuto bisogno di leggere un libro così, sulla vita di chi resta.

Ma c'è anche un altro motivo: "In me convivono due anime" scrive, "la persona e lo scrittore".

La persona vuole salvarsi, lo scrittore vuole guardare dentro l'abisso.

Per vent'anni lo scrittore che c'è in Matteo ha cercato la giusta distanza per raccontare quell'abisso.

E quando si è trovato nel punto di equilibrio, da lì, da quella posizione miracolosa, ha scritto queste parole, che, seppur lucidissime, sgorgano con la forza e la naturalezza dell'urgenza.

Ciò che stiamo consegnando nelle mani di chi legge è un dono, sì, ma un dono di straordinaria gravità.

Eppure, ognuna di queste pagine contiene un germe di futuro, la testimonianza di come, persino nelle pieghe di un dolore indicibile, la scrittura possa ancora salvare.